Il programma complessivo prevede 12 azioni pilota in 8 Paesi europei per promuovere l’espressione creativa e la partecipazione attiva nelle scuole e nei contesti sociali

Spazi scolastici danneggiati che riprendono vita attraverso la creatività, il fumetto e il lavoro di squadra. Si è concluso alla scuola primaria Raoul Follerau di Grisignano (facente parte dell’Istituto comprensivo 8 Camelia Matatia di Forlì) il laboratorio artistico che ha coinvolto alunni, insegnanti, artiste, università e famiglie.
L’iniziativa ha permesso di riqualificare i muri dell’istituto, che erano stati vandalizzati lo scorso anno, restituendoli alla comunità con un significato rinnovato. Il percorso è stato realizzato unendo le risorse del progetto “In viaggio con l’Ic8” e quelle del progetto europeo Alphabetica. Quest’ultima è un’iniziativa internazionale, finanziata dall’Unione Europea, che punta a garantire un accesso concreto all’arte e all’educazione artistica a bambini e giovani a rischio di povertà o esclusione sociale.
Il programma complessivo prevede 12 azioni pilota in 8 Paesi europei per promuovere l’espressione creativa e la partecipazione attiva nelle scuole e nei contesti sociali. Al progetto forlivese hanno collaborato attivamente l’insegnante Astrid Valeck, l’artista Laura Fuzzi e la professoressa Greta Zanoni del Dipartimento di Interpretazione e Traduzione dell’Università di Bologna.
Il laboratorio, ideato e guidato da Laura Fuzzi, si è sviluppato in sei incontri. In una prima fase, gli alunni hanno dato vita a due animali totemici, il riccio e la volpe, scelti come figure simboliche a protezione della scuola. I bambini hanno realizzato grandi rappresentazioni di questi animali, trasformandoli poi in protagonisti di storie a fumetti ideate da loro stessi per dare forma alle proprie emozioni.
Successivamente, il lavoro si è concentrato sulle rondini. Alcune sono state utilizzate come matrici per il murales collettivo esterno, mentre altre sono state decorate per l’interno dell’edificio. Ogni rondine è legata a una parola emersa durante i confronti in classe. Una sezione dell’opera è stata inoltre dedicata alla traduzione di queste parole-emozione in diverse lingue e dialetti, incluso il romagnolo, creando un “muro delle parole” destinato a espandersi nei prossimi tre anni di attività.
“Fondamentale anche la partecipazione delle famiglie coinvolte dall’associazione genitori, che hanno partecipato attivamente nelle giornate dedicate alla realizzazione del murales e delle rifiniture finali – sottolinea la dirigente scolastica, Maria Teresa Luongo -. Il laboratorio ha unito scuola, famiglie, università e territorio attorno a un’opera collettiva, restituendo alla comunità spazi che erano stati danneggiati. A completare il lavoro, l’artista Laura Fuzzi ha reinterpretato i personaggi ideati dai bambini trasformandoli in figure artistiche permanenti, oggi visibili sul muro della mensa scolastica”.
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L’arte partecipata trasforma la scuola dopo i vandalismi: nasce il murales dei bambini
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