Inaugurato il progetto didattico della scuola d’infanzia. La dirigente Luongo: “Simbolo dell’alleanza tra scuola e famiglie”

E’ stato inaugurato l’“Orto felice” della scuola dell’infanzia L’albero felice, parte dell’istituto comprensivo n. 8 “Camelia Matatia” di Forlì. “Un progetto che rappresenta molto più di uno spazio verde: è il simbolo concreto della collaborazione tra scuola e famiglie, e un esempio virtuoso di educazione all’aperto. – afferma la dirigente scolastica Maria Teresa Luongo -. L’orto nasce, infatti, grazie all’impegno condiviso di genitori, insegnanti e bambini. Determinante è stata la giornata del 25 marzo, promossa dalla Regione Emilia-Romagna per diffondere le linee guida sull’educazione outdoor. In quell’occasione, le famiglie si sono messe in gioco in prima persona, contribuendo alla realizzazione dei vasconi e partecipando attivamente alla messa a dimora delle prime piantine insieme ai piccoli alunni”.
Oggi, giovedì, il progetto raggiunge una tappa importante: a sancire la “nascita ufficiale” dell’orto sono stati proprio i bambini che, guidati dalle maestre, hanno posizionato lo spaventapasseri “Felicino”, diventato già una mascotte simbolica dello spazio, e i cartellini con i nomi degli ortaggi coltivati. Ma l’Orto Felice non è solo un progetto simbolico: è già una realtà viva e produttiva. I bambini osservano quotidianamente i cambiamenti della natura e sono quasi pronti a raccogliere la lattuga, mentre hanno già potuto assistere alla nascita dei germogli di ravanelli e spinaci, piselli e patate.
“Un’esperienza diretta che li avvicina ai cicli naturali e li aiuta a comprendere il valore dell’attesa e della cura – afferma Luongo -. I benefici di un orto didattico sono molteplici. Innanzitutto, favorisce un apprendimento esperienziale: i bambini imparano facendo, toccando la terra, osservando la crescita delle piante e partecipando attivamente a ogni fase. Inoltre, promuove il rispetto per l’ambiente e la consapevolezza ecologica, temi sempre più centrali nell’educazione contemporanea”.
“Non meno importante è l’aspetto relazionale: lavorare insieme in un progetto comune rafforza il senso di comunità, sviluppa collaborazione e responsabilità. L’orto diventa così uno spazio inclusivo, dove ciascuno – bambino o adulto – può contribuire con il proprio impegno – aggiunge la dirigente -. Infine, l’esperienza all’aria aperta ha effetti positivi sul benessere psicofisico dei bambini: stimola la curiosità, riduce lo stress e favorisce uno sviluppo armonico”.
“L’Orto felice si configura quindi come un piccolo grande laboratorio di vita, dove crescere non significa solo imparare, ma anche prendersi cura, aspettare e condividere. Un progetto che affonda le radici nella terra, ma guarda lontano, al futuro delle nuove generazioni”, conclude la nota.
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Nasce l’“Orto felice” con lo spaventapasseri Felicino: a scuola la natura si impara sporcandosi le mani
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